(A) IMPASTO
Semola e acqua si incontrano.
Il mix passa in una macchina con vite continua che lavora lentamente e con precisione.
Il movimento e l’idratazione permettono alle proteine della semola di unirsi e formare la maglia glutinica: una rete naturale che darà forza alla pasta e le permetterà di tenere la cottura.
Qui nasce la struttura. Qui nasce la forza.
(B) ESTRUSIONE
L’impasto viene spinto attraverso una trafila, che ne determina la forma: spaghetti, penne, fusilli. Una lama taglia la pasta alla lunghezza desiderata.
In questa fase si gioca una parte importante della porosità superficiale, influenzata da: (1) materiale della trafila, (2) velocità di estrusione, e (3) temperatura di lavoro. Un’estrusione lenta e controllata preserva l’impasto e prepara la pasta a legare meglio il condimento.
(C) ESSICCAZIONE
È la fase più delicata. Serve a eliminare l’acqua in eccesso fino a lasciare un’umidità finale non superiore al 12,5%.
L’essiccazione ad alta temperatura provoca una parziale gelificazione dei carboidrati: la pasta risulta di fatto pre-cotta, con una struttura interna più compatta e cristallina.
L’essiccazione lenta, invece, lascia la semola cruda all’interno, crea porosità naturale e restituisce una pasta viva, elastica, capace di accogliere il sugo.